Sotto i Portici

Stiamo provvedendo in questi giorni a portare nelle vostre case il nostro giornalino. Nel frattempo coloro che non l’hanno ancora ricevuto lo trovano qui.

 

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Intervento Gian Carlo Corada 25 Aprile 2015 – Soresina

Cittadine e cittadini di Soresina,

ricorre oggi il 70° anniversario della Liberazione del nostro Paese e della fine della guerra. Vi porto il saluto dell’Anpi e dei partigiani cristiani. Queste Associazioni, all’inizio ovviamente formate da chi alla Resistenza aveva partecipato, oggi sono aperte a chi allora non aveva l’età ma ne condivide oggi i Valori. E’ stata una necessità, perché 70 anni sono pochi se guardiamo alla storia dell’umanità maa sono tanti nell’ambito della vita umana e solo alcuni, fra quelli che allora avevano venti o trenta anni, sono ancora fra noi. Importante è quindi che vi sia una trasmissione indiretta della memoria, attraverso lo studio e la conoscenza delle fonti.

Anche per questa ragione è dunque necessario arrivare ai giovani. Che cosa impedisce di coinvolgere i giovani più di quanto già avvenga?

Diversi sono i motivi, ovviamente. Ma forse ha contribuito anche il carattere celebrativo ed un po’ retorico che noi stessi spesso usiamo, quando parliamo di questi argomenti. Un po’ come facciamo col Risorgimento!

Dobbiamo invece usare un linguaggio di verità. Perché oggi è possibile ricostruire ciò che accadde in quel periodo ed individuare il perché accadde, con buoni margini di obbiettività. In buona parte anche in modo incontrovertibile, cioè in modo condiviso da tutti coloro (salvo pochi fanatici) che si sono occupati di quelle vicende.

Usando un linguaggio di verità è possibile davvero creare una memoria comune, un comune sentire che dovrebbe essere capace di accomunare gran parte degli italiani. Il cosiddetto revisionismo di questi ultimi anni, pur dichiarando questo obiettivo, in realtà mirava ad isolare una parte dell’antifascismo, a mettere tutti sullo stesso piano (sottolineando gravi azioni, che pur vi sono state, da parte di gruppi e singoli, soprattutto nei giorni successivi al 25 aprile). Badate: il revisionismo dovrebbe essere normale nella storia. Per sua natura la scienza storica è fatta di continue revisioni e verifiche; se no, storia non è ma narrazione, mito, rito. Ma quello che venne chiamato revisionismo (per fortuna oggi in retromarcia) è stato un tentativo tutto politico di ribaltare o quasi la realtà, dai campi di sterminio, all’ olocausto, alla lotta di Liberazione. Mettendo tutti sullo stesso piano, vittime e carnefici.

Quali sono dunque i punti, oggi difficilmente confutabili, su cui si potrebbe costruire una memoria comune? Ne enumero alcuni.

 

  • La Resistenza fu frutto di una minoranza. E’ indubitabile. Il Sud non la visse, nel Centro durò pochi mesi. Fu fenomeno essenzialmente del Nord (il “Vento del Nord”, la chiamarono). In certe zone, in certe valli fu veramente fenomeno di massa (Val d’Ossola, ad esempio). Altrove fu fenomeno di pochi, non pochissimi però; ma a poco a poco ebbe il sostegno della maggioranza della popolazione. Bocca parla, riferendosi all’inverno del ’43, di 15.000 partigiani; ma a fine aprile del ’45 se ne contano più di 200.000. Una minoranza, non di poco conto ed attiva, che potè muoversi come un pesce nell’acqua. D’altronde il Fascismo aveva avuto un notevole consenso fino alla guerra (solo 12 pro. Universitari su quasi duemila avevano rifiutato il giuramento al fascismo), consenso che scemò, a causa soprattutto della guerra. E non dimentichiamo che circa 600.000 soldati prigionieri italiani, internati in Germania, si rifiutarono di collaborare con il Nazifascismo, rischiando grosso. Dico questo perché il revisionismo ha parlato di piccoli gruppi di estremisti ed oggi parla, genericamente, di italiani voltagabbana, prima tutti fascisti ed all’arrivo degli Alleati tutti antifascisti. E’ storicamente certo che così non fu.
  • La Resistenza fu momento di grande unità politica. Pur con difficoltà, socialisti, comunisti, democraticocristiani, liberali, azionisti, monarchici si unirono per far fronte al nemico comune. Certo, l’enormità, la gravità dei comportamenti dei nazifascisti spingeva verso l’unità. Ma ci fu uno sforzo, una ricerca: accantoniamo le divergenze, perfino quella su repubblica o monarchia, per cacciare gli invasori e sconfiggere la tirannide. E’ un grande insegnamento valido sempre, secondo me. Ed è sbagliato e dannoso quanto oggi alcuni stanno cercando di fare, come molti frequentanti i centri sociali: dividere l’antifascismo in due, uno autentico, il loro; uno di facciata e moderato, quello ufficiale e delle Istituzioni. Se fosse prevalsa allora una divisione di questo tipo, nessuno può dire come sarebbe andata a finire ma intuitivamente direi non bene.
  • La Resistenza fece donne e giovani protagonisti. La guerra anche. Già la prima guerra mondiale aveva portato le donne a svolgere funzioni prima appalto esclusivo maschile. Il ventennio riporta in buona parte indietro la condizione femminile. Ora, la guerra e la lotta di liberazione fanno svolgere un ruolo importante alle donne, che non a caso subito nel ’46 ottengono il diritto di voto. Lo stesso vale per i giovani, un po’ per i vuoti aperti dalla guerra nelle generazioni precedenti, un po’ per l’entusiasmo che fa intravedere un mondo nuovo.
  • La Resistenza fu portatrice di forti Valori morali, di libertà, umanità, diritti. Ha ragione Calvino: pietà per tutti i morti, ma non è possibile equiparare chi stava dalla parte dei carri merci piombati carichi di vittime e chi quei ferri cercava di spezzare. Sentite cosa scrive Primo Levi: ***Dalla Resistenza nacque la Costituzione, fra le migliori del mondo, frutto di un elevato e straordinario compromesso fra le principali culture politiche del Paese.
  • La Resistenza fu anche molto differenziata al proprio interno. Vi furono sparuti gruppi estremisti così come decisi conservatori, che avrebbero voluto non cambiasse nulla sul piano sociale. La grande maggioranza, però, univa al desiderio di liberarsi dei nazifascisti ed alla voglia di libertà una aspirazione, magari confusa, ad una società più giusta, aperta ai cambiamenti, moderna. Dopo il 25 aprile vi furono anche eccessi e vendette personali. Ma per l’essenziale fu vero il contrario: che la classe dirigente rimase sostanzialmente immutata (dopo un breve perodo di incertezza): giudici, prefetti, questori ecc. La cosiddetta “epurazione” fu poca cosa, finì quasi subito e colpì pochi pesci piccolissmi. Certo, la situazione internazionale e la divisione del mondo in due blocchi aiutò. Ma l’Italia ci mise del suo! Per 20-25 anni quasi non si parlò più di Resistenza. E questo fu insieme colpa ed errore.

Non solo perché ricordare è un obbligo, ma perché serve a consegnare a tutti noi la consapevolezza che ciò che è stato può tornare. Primo Levi ha scritto “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”

La Libertà è un valore da difendere, in ogni ambito. La Resistenza porta con sé questo valore, e il ricordo di quegli anni deve consegnarci una nuova consapevolezza nel difendere la nostra libertà. La libertà passa attraversa la difesa della Democrazia. Ma come la si difende, nel concreto, la Democrazia? Certo, difendendo le Istituzioni dal terrorismo (ieri quello brigatista e stragista, oggi quello del fanatismo islamico). Certo, credendo nelle regole della democrazia stessa. Ma la si difende anche in altri modi, vedendo e criticando le magagne del sistema. Per esempio rilanciando l’idea di un’ Europa unita e non burocratica, non spendacciona con politici e funzionari e tirchia con la povera gente. E’ solo un esempio. Vedete, tutti i maggiori studiosi di storia delle idee politiche concordano nel ritenere bene primario per la democrazia il consenso, l’apprezzamento, il rispetto per le Istituzioni. Ma concordano anche nel dire che questo consenso bisogna meritarlo. Oggi in Italia è a livelli bassissimi! E come altrimenti, con quel che succede? E che direbbero i Padri costituenti?

Qualcuno, in passato, ha parlato di “Resistenza tradita”. E’ una categoria storica per certi aspetti assai discutibile (che oltretutto ha portato a giustificare ingiustificabili azioni violente). Solo le sinistre, i migliolini e gli azionisti volevano profondi cambiamenti sociali. Anche una parte del centro e le componenti illuminate del mondo moderato volevano riforme. Ma in che cosa sarebbe stata tradita la Resistenza per un liberale antifascista, per un industriale antifascista, per un proprietario di terre antifascista (pochi, in verità)? In poco o nulla, visto che le proprietà, i privilegi e gli interessi erano garantiti anche nel dopo 25 aprile e solo con la Costituzione si introdusse il principio della subordinazione della proprietà e degli interessi privati al bene pubblico.

Eppure io credo che per una parte quel concetto, “Resistenza tradita”, sia valido. La Resistenza viene tradita quando una classe dirigente (tra cui molti politici, figli magari di quella Resistenza) si dimostra non all’altezza di quei Valori e di quei Principi e porta il Paese al punto in cui è oggi. Quando vengono difesi privilegi e diseguaglianze. Quando stipendi e vitalizi, di politici e di manager, sembrano intoccabili. Quando corruzione ed evasione fiscale la fanno da padroni (non una sola grande opera negli ultimi anni ne è andata immune!). Quando le differenze sociali, enormemente cresciute, fanno dell’ Italia uno dei Paesi europei con minor equità sociale.

Ecco: in tutti questi casi si tradisce la Resistenza! Che voleva un’Italia libera, pacifica, tollerante, ma anche onesta, giusta, e-qui-li-brata!

Ed allora io concludo dicendo

certamente VIVA IL 25 APRILE

certamente VIVA L’ITALIA, ma un’Italia diversa, con meno corruzione privilegi ed ingiustizie; più vicina ai Valori della Resistenza.

E certamente VIVA I PATRIOTI, protagonisti del momento più alto e nobile nella storia del nostro Paese.

Presentazione Giornalino

Questa mattina abbiamo presidiato  in segno di protesta il parcheggio presso l’edicola, sotto la nostra amata torre, raccogliendo le impressioni dei cittadini. Abbiamo anche colto l’occasione di presentare ai castelleonesi il nostro giornalino, “Sotto i Portici”, che stiamo finendo di consegnare nelle vostre case e di cui vi lascio il link Sotto i Portici.

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USARE MEGLIO I SOLDI DEI CASTELLEONESI

Il Bilancio Preventivo 2014 (approvato ad agosto!) è stato sostanzialmente quello predisposto dalla passata Amministrazione Comandulli. Il Sindaco Fiori l’ha ammesso senza difficoltà, adducendo a motivazione il poco tempo intercorso fra le Elezioni e l’approvazione del Bilancio. Le Variazioni (di fatto un nuovo Bilancio Preventivo) approvate alcuni giorni or sono dal Consiglio Comunale, con il nostro voto contrario, sono invece frutto esclusivamente dell’attuale Amministrazione.

Perché il nostro voto contrario? In estrema sintesi le nostre motivazioni.

-Si conferma e per certi versi cresce il divario fra dichiarazioni di buoni principi e di tante iniziative e la pochezza delle appostazioni di spesa. Certo, incidono le difficoltà finanziarie generali, ma anche la non capacità a trovare risorse da Regione, Stato, Unione Europea. Piccoli sponsor locali e Volontariato stanno lodevolmente facendo il possibile per aiutare la Comunità (gestione aree verdi, piccoli contributi a manifestazioni ecc), ma non possono sostituire il Comune nelle opere più consistenti. E pensare che la capacità di trovare risorse “ai livelli superiori” era stata sbandierata in campagna elettorale!

-Fra maggiori entrate e minori spese, l’attuale Amministrazione si è trovata a poter disporre di circa MEZZO MILIONE DI EURO (che su un Bilancio comunale di poco più di dieci milioni non è affatto poco). Come si è formato questo mezzo milione? Essenzialmente da avanzi delle Amministrazioni precedenti, da maggiori entrate fiscali e da alcuni tagli.

-Diversi tagli non sono condivisibili. Sono stati sottratti, ad esempio, centoquindicimila euro ad interventi su STRADE E MARCIAPIEDI. Non diteci che le nostre strade ed i nostri marciapiedi non hanno bisogno di manutenzione ordinaria e straordinaria!

-Ugualmente, non sono condivisibili le riduzioni per i Servizi Sociali e le Attività Culturali e Turistiche. In momenti di crisi come questi, occorre invece aumentare, potendolo fare, gli interventi per attenuare le difficoltà dei cittadini e per farli crescere civilmente e culturalmente. Il Turismo, poi, può essere pure una carta da giocare, in vista soprattutto dell’Expo, senza immaginare chissà che, ma consapevoli delle nostre bellezze e della nostra storia.

Nulla o quasi è previsto per il Lavoro, le Attività produttive, la difesa., insomma, ed il rilancio del nostro tessuto imprenditoriale, che diversi colpi ha subito in questi anni.

-Dove sono dunque andati i circa cinquecentomila euro della “manovra”? In parte disseminati in tanti piccoli interventi, anche positivi ma senza una strategia complessiva. Quarantamila euro se ne andranno in consulenze (essenzialmente per i tecnici incaricati della revisione del PGT, il Piano di Governo del Territorio). Novantacinquemila euro sono per telecamere ed altre attrezzature della vigilanza urbana. Infine, duecentomila euro per la nuova scuola materna.

-Ora, per la nuova scuola occorre ben altro! ABBIAMO CHIESTO UNA RIUNIONE  URGENTE DEL CONSIGLIO PER ESAMINARE LA QUESTIONE. Pare che occorrano ancora circa due milioni di euro per terminarla! Il Comune dovrà quindi assumere un mutuo. Ma della nuova scuola materna parleremo in altra sede. Qui diciamo solo che quei duecentomila euro (ed altri disseminati fra le pieghe del Bilancio) avrebbero potuto essere usati per far pagare un po’ meno tasse ai castelleonesi. Oppure per incrementare certe voci di spesa (a partire da manutenzione di strade e marciapiedi, strutture sportive ed educative, iniziative sociali, culturali ed a sostegno del lavoro).

Insomma, la prima importante decisione della Amministrazione Fiori non va nella giusta direzione!

Lista Civica

“Corada Sindaco”

Intervento Cons. Corada Consiglio Comunale 17 Luglio 2014

Corada ha fatto anzitutto notare come sia assurdo votare un preventivo a fine luglio. Ciò, ad onor del vero, non per colpa dell’attuale né della precedente Amministrazione, ma del caos amministrativo determinato dalle scelte di Governo e Parlamento in merito essenzialmente alle tasse sulla casa. Tasse sulla casa che portano nelle casse del Comune la gran parte delle entrate e che non devono essere assolutamente dall’Amministrazione aumentate (caso mai equamente redistribuite). Corada propone comunque, per il futuro, di approvare il Preventivo entro dicembre dell’anno precedente, con riserva di modifiche all’inizio dell’anno successivo in caso di nuove norme legislative. E propone di tenere almeno due riunioni del Consiglio Comunale per discutere ed approvare il Bilancio : una di presentazione ed una, due settimane dopo, di discussione e votazione. Inoltre, propone che si tengano più riunioni della Commissione Bilancio e si garantisca più tempo per l’ esame di eventuali emendamenti. Ricorda, infine, come sia importante la programmazione triennale, proprio per permettere quella progettualità di cui l’attuale maggioranza tanto parlava in campagna elettorale e che sembra oggi assolutamente dimenticata. Entrando nel merito del Bilancio, Corada critica l’impostazione e preannuncia voto contrario del suo gruppo. Vi è una profonda differenza fra le cifre indicate e le volontà dichiarate: le cifre sono le stesse previste dalla precedente Amministrazione; le volontà sono quelle, esposte nelle Relazioni degli Assessori, indicate nel programma elettorale della Lista Fiori. L’effetto è estraniante! Due Bilanci paralleli ed indifferenti l’uno all’altro! Corada cita alcuni esempi. Nelle Relazioni si parla di completare i lavori a Palazzo Brunenghi, di sostegno allo sviluppo economico, di ciclabile Castelleone-Soresina, di contributi al volontariato ed alle associazioni, di eventi culturali di rilevanza nazionale, di interventi per il decoro urbano, di valorizzazione turistica, di adeguamento della sede della Polizia Locale, di potenziamento dell’illuminazione, di telecamere ecc. Quando si va a guardare il Bilancio, nessuna cifra si vede appostata, né per il 2014 né per il 2015 né per il 2016! Zero, zero, zero! Non è così che si fa un Bilancio! Se si propone qualcosa, bisogna indicare come si finanzia. E’ vero che quest’anno è “speciale” e la nuova Amministrazione inizia a metà anno. Ma uno sforzo di serietà e programmazione si poteva e doveva fare. Soprattutto dopo tante promesse in campagna elettorale. Per gli anni a venire comunque non vi saranno più scuse! Per quanto riguarda gli investimenti, Corada indica le priorità del suo gruppo: chiarire e risolvere il problema della costruzione del nuovo edificio scolastico; sistemare i tetti e completare i lavori a Palazzo Brunenghi (Biblioteca, soprattutto); intervenire sugli impianti sportivi, terribilmente malconci (Palazzetto soprattutto); curare strade e marciapiedi, pieni di buche. Questo da subito ed in prospettiva realizzare quanto previsto dal programma elettorale: dalle piste ciclabili alla manutenzione degli edifici, dai parchi e giardini ai servizi sociali e culturali. Senza paura di fare, se necessario, qualche piccolo mutuo, visto che il patto di stabilità lo permette; e soprattutto impegnandosi davvero a recuperare risorse a diversi livelli (contributi europei, statali, regionali,di fondazioni ecc). Corada propone di affrontare, a settembre, i problemi più urgenti, a partire da quello del nuovo edificio scolastico, che risulta finanziato per circa la metà e che quindi sembra destinato a rimanere a lungo incompleto. La responsabilità è certo della precedente Amministrazione (responsabilità gravissima!) ma ora diventa dell’attuale ed ogni mese che passa rende più grave la situazione. Corada conclude ribadendo la volontà del suo gruppo nel collaborare per risolvere i problemi, nell’interesse di Castelleone. Ma occorre essere messi nelle condizioni per farlo e quest’anno ciò non è affatto avvenuto, né per metodo né per merito. Il Bilancio è burocratico e ripetitivo per quanto riguarda le cifre; illusorio e da libro dei sogni per quanto riguarda gli intenti. Il voto negativo risulta pertanto obbligato.

Intervento Cons. Carniti Consiglio Comunale 2/7/2014

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE CARNITI IN MERITO ALLA CONVENZIONE SUI SERVIZI SOCIALI

“Noi non possiamo che guardare positivamente a questa convenzione per i servizi sociali, in quanto è una scelta che va nella direzione del non isolamento di Castelleone nel territorio e, quindi,  rispetto ai comuni limitrofi. Unirsi agli altri comuni e lavorare con loro non è solo un’idea che abbiamo fatto nostra fin da subito e che approviamo, ma la vediamo anche come scelta “obbligata”, dati i tempi che stiamo vivendo e le prospettive future che riguarderanno il nostro territorio e la nostra provincia. Colgo l’occasione della discussione su questa convenzione, che riguarda nello specifico i servizi sociali, per fare alcune riflessioni anche più generali e chiedere chiarimenti all’amministrazione rispetto ad alcuni aspetti. E’ positivo cambiare rotta rispetto al passato e cercare di riallacciare rapporti di collaborazione che erano venuti meno una volta conclusasi l’esperienza dell’unione dei comuni, ma l’intenzione è quella di fermarsi lì, ossia ristabilendo ciò che già c’era, o di valutare possibili alternative? Mi spiego: nell’ambito dei servizi sociali si fa riferimento a Crema, il cui piano di zona è indubbiamente all’avanguardia per diversi aspetti, ma il rischio non è quello di andare (permettete l’espressione) “a rimorchio”, senza che Castelleone abbia la valenza che merita? Il rischio, in questo ambito così come in altri, è quello di contare poco e rimanere all’ombra della città principale, che è Crema. E allora, perchè non pensare di guardarsi intorno e allargare gli orizzonti anche su altre zone? Di fatto l’amministrazione di Castelleone dovrà fare i conti col fatto che, non essendoci più l’unione dei comuni, l’aggregazione con gli altri comuni, fare delle convenzioni,…ecc. saranno presto imposte come normativa e a quel punto bisogna essere pronti, sapere in che direzione si vuole andare, bisogna pensare per tempo all’area territoriale che si vuole coinvolgere. Perchè non volgere lo sguardo, ad esempio, anche verso Soresina, paese di un certo calibro, ma troppo lontano da Cremona per far valere le proprie posizioni? Insieme a Castelleone conta circa 20.000 abitanti, un numero non indifferente, senza contare che ci sono anche altri comuni della stessa zona da poter coinvolgere: Casalmorano, Casalbuttano,…per fare dei nomi. Questa necessità di pensare ad un discorso territoriale più allargato, si fa urgente anche pensando a quella che sarà la nuova organizzazione della provincia (entro il 7 gennaio 2015 ci sarà la delibera regionale sulle competenze della nuova provincia), il cui nuovo consiglio sarà costituito da sindaci, assessori, consiglieri attualmente in carica nei comuni che la compongono, per cui saranno insieme nel consiglio persone diverse per appartenenza politica. Di conseguenza è necessario aprire un dialogo con tutti ed in particolare con i comuni attorno a noi. Si penserà, poi, su questo tema, ad un sistema che permetta la partecipazione, il coinvolgimento delle minoranze, per garantire il massimo della democrazia? Adesso stiamo affrontando nello specifico il tema dei servizi sociali, ma quello che chiediamo all’amministrazione è quale sia la sua idea riguardo a come si pone Castelleone nel territorio, quale sia la sua prospettiva in una visione più complessiva e più politica. Noi, infatti, riteniamo che non sia utile ragionare, per così dire, “a pezzi”, andare avanti per “compartimenti stagni” a votare singole convenzioni, ma avere una visione d’insieme che tocchi tutti gli ambiti nei quali si può prospettare una collaborazione. Infine, ultima osservazione, ma non ultima per importanza:adesso che ci muoviamo per stabilire una convenzione con gli altri comuni, vorremmo essere aggiornati sulla situazione interna, definita “d’emergenza”, dei nostri servizi sociali. A che punto siamo? E rispetto a questo, una domanda “tecnica”:se vogliamo notizie, informazioni in merito a questo settore, a chi dobbiamo rivolgerci, al Sindaco o al consigliere che ha la delega, ossia Alessia

Ferrari?

Grazie.

Intervento Cons. Corada Consiglio Comunale 14/6/2014

 

“ “Buongiorno.

Prendo brevemente la parola, in questo primo Consiglio Comunale del quinquennio

2014-19, anzitutto per complimentarmi, a nome anche di Maria Chiara Carniti

e dell’intera Lista Civica per Castelleone, con il Sindaco e la sua squadra e per

formulare a loro ed a tutti i colleghi Consiglieri i migliori auguri di buon lavoro.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quei cittadini che alle recenti elezioni

amministrative hanno espresso il voto a nostro favore e per ringraziare ancora

una volta le tante splendide persone, soprattutto giovani, in lista e non in lista,

protagoniste della nostra campagna elettorale. Una campagna elettorale che alla fine

ha visto la nostra netta sconfitta. La volontà di cambiamento, presente anche nel voto

amministrativo in tutta Italia (quasi nessun Sindaco uscente è stato rieletto) ed ancor

più presente nel voto europeo, a Castelleone ha punito il centro-destra, che male

aveva amministrato, ma non ha premiato noi bensì la Lista “Fare Castelleone”. Per

limiti miei e nostri certamente (quando si perde occorre assumersi la responsabilità

della sconfitta!), quel voto moderato e centrista, che a livello nazionale ha portato il

PD oltre il 40%, a Castelleone ha trovato la sua “casa” nella Lista del Sindaco Fiori.

Ma non è il momento né il luogo delle analisi! E’ invece l’occasione per chiarire,

brevemente, le caratteristiche della nostra opposizione. Opposizione che sarà seria

e responsabile, sulle “cose” e non sulle ideologie; senza pregiudizi e preconcetti.

Ma non sarà, come si suol dire, una “opposizione di Sua Maestà”; non sarà, cioè,

una non-opposizione. La Lista Civica per Castelleone condurrà, dentro e fuori il

Consiglio Comunale, una opposizione tesa a costruire una alternativa nel governo

della città. Mi permetto di ricordare a tutti il ruolo fondamentale che ha l’opposizione

in un sistema democratico: un ruolo di controllo e stimolo, di collegamento fra

Istituzioni e popolo. Siamo sicuri che vi sarà rispetto da parte della maggioranza per

questo ruolo. Perché, se la colpa più grave di una opposizione è il lasciarsi prendere

dal rancore o dalla logica del “tanto peggio, tanto meglio”, la colpa più grave di

una maggioranza è l’arroganza, il sentirsi sicuri ed autosufficienti. Nessuno deve

dimenticare che il fine di tutti, maggioranza e minoranza, è quello di fare il bene della

Comunità. Occorre quindi guardare al futuro, cogliere ciò che ci unisce, abbandonare

la logica della “difesa del passato” (Lista Comandulli) contro la logica della “critica

del passato”(Lista Fiori). La campagna elettorale è finita. Noi vogliamo guardare

avanti. La Lista Civica per Castelleone cercherà di svolgere al meglio la sua funzione.

Continuerà ad avvalersi del sostegno del PD e delle altre forze del Centrosinistra, ma

avrà una sua strutturazione. Lavorerà per Gruppi e Commissioni. Studierà i problemi,

elaborerà soluzioni. Incalzerà Sindaco e Giunta. Esprimerà consenso, quando sarà

il caso, senza problemi. Altrettanto senza problemi, esprimerà dissenso quando lo

riterrà giusto. Il programma di Fiori, purtroppo o per fortuna (secondo i punti di

vista), promette molto. E’ ricco ed ambizioso. Così come saremo pronti ad aiutare a

realizzarlo, se saremo informati e coinvolti, dico subito che saremo pure precisi nel

rilevare le non attuazioni ed i ritardi, a chiedere spiegazioni, a coinvolgere i cittadini.

I temi saranno quelli affrontati in campagna elettorale: la Sicurezza, il Lavoro, il

Consiglio Comunale di Castelleone.

Decoro, la Scuola…

Concludo con una citazione che mi sembra esprimere bene, almeno in parte, lo stato

d’animo di noi della Lista Civica Per Castelleone. Michael Jordan, uno dei più grandi

cestisti del nostro tempo, vincitore di centinaia di partite, ha detto : “Ho sbagliato

9000 tiri nella mia vita; ho perso quasi 300 partite; ho fallito 36 volte il tiro decisivo.

Eppure, non per questo ho smesso di giocare”. Anche noi abbiamo perso. Con umiltà

lo riconosciamo. Non per questo smetteremo di “giocare”! ””

Castelleone, 14 giugno 2014

La Festa di Chiusura della Campagna Elettorale

Si è tenuta ieri sera in Piazza Isso all’ombra della Torre simbolo della nostra città la festa finale della campagna elettorale della Lista Civica per Gian Carlo Corada Sindaco.

Tutto è cominciato verso le 19.30, quando a candidati e sostenitori della Lista si sono uniti per un aperitivo Roberto Scanagatti, Sindaco di Monza e vicepresidente ANCI Lombardia e Pippo Superti, segretario della stessa organizzazione dei Comuni. Oltre agli auguri a Gian Carlo Corada e a tutti noi, i due illustri hanno sottolineato come sia importante per Castelleone avere un Sindaco competente e capace di ridare lustro alla Città, rendendola realmente un capoluogo. Per questo, è stato rimarcato, è fondamentale che i Comuni collaborino tra loro. È stato fatto notare come negli ultimi cinque anni Castelleone non si sia mai vista presso l’ANCI, mantenendo così un isolamento dal quale è necessario uscire al più presto.

Alle 21.00, invece, è iniziata la vera e propria festa di chiusura. Non il solito comizio, ma una grande festa, accompagnata dalla musica live dei Ciàpa la ciòca e dall’illuminazione con particolari giochi di luce del Torrazzo. Abbiamo voluto cominciare cantando l’Inno nazionale, mentre le luci disegnavano sulla Torre Isso i colori della bandiera, e osservando un minuto di silenzio in ricordo della Strage di Capaci, di cui ricorreva ieri l’anniversario.

È quindi seguito l’appassionato ed emozionante intervento di Gian Carlo Corada, candidato sindaco. Il nostro ha esordito dicendo che delle molte campagne elettorali di cui è stato protagonista questa è stata davvero quella più bella, perché condotta nella propria città natale. Ha continuato poi ripercorrendo le fasi della campagna, gli incontri, le persone che lo hanno accompagnato, i temi principali di cui si è parlato, non risparmiando qualche frecciata a chi ha, in malafede, criticato o diffuso voci non veritiere riguardo i nostri candidati e il nostro programma.

In conclusione, Gian Carlo ha rivolto un accorato appello a tutti gli indecisi e agli elettori di partiti e movimenti non rappresentati direttamente in queste elezioni comunali, elencando le ragioni per cui dovrebbero votare per la nostra lista, per arrivare al sublime finale, nel quale Gian Carlo si è riallacciato, idealmente, all’amministrazione 1914-1920 di cui faceva parte Guido Miglioli, alla sua volontà di rinascita e di fare grande il nostro paese, affermando che, come in quel tempo, si richiede a Sindaci ed Assessori il cambiamento e non la conservazione, la ripartenza o l’immobilismo.

La nostra impresa è difficile, dipende da voi, domenica, che si realizzi.

Una vivissima fede e una certissima speranza è premio sufficiente delle nostre lotte, delle nostre angosce, della nostra attività. Che Castelleone, mirabile terra proletaria e cristiana, saprà conservare intatto il primato che gli è d’ogni intorno invidiato: di precorrere gli altri siti nel tratteggiare le più ardite e le più larghe rivendicazioni del popolo.” (Guido Miglioli, 1920)

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